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La requisitoria di Iacoviello: problemi da prendere sul serio. Ancora a proposito della requisitoria del P.G. nel processo Dell’Utri .

La requisitoria di Iacoviello: problemi da prendere sul serio. Ancora a proposito della requisitoria del p.g. nel processo Dell’Utri (articolo di Domenico Pulitanò, in Diritto Penale Contemporaneo, 2012)

1. Lo schema di requisitoria del PG Iacoviello nel processo Dell’Utri tocca problemi di fondo della giustizia penale, che vanno ben oltre quelli su cui si è innestato a caldo un dibattito ambiguo, forse poco informato, troppo condizionato dalla politique politicienne. Astenendomi doverosamente dall’entrare nel merito della vicenda processuale, vorrei riprendere un punto che mi sembra cruciale – i modi della contestazione d’accusa – introdotto da Iacoviello con alcune proposizioni che mi piace riportare: Le cripto-imputazioni, le imputazioni implicite, le imputazioni vaghe sono state poste al bando del giusto processo. Probabilmente la giurisprudenza CEDU è ancora un futuribile giuridico, a fronte di una granitica giurisprudenza nazionale che ammette una contestazione mediante prove e non mediante testo linguistico. Ma qui si intende proporre una diversa prospettiva: l’esiziale effetto che la mancanza di una formale imputazione ha sulla motivazione della sentenza. La mancanza di imputazione va vista non sotto il profilo della violazione del diritto di difesa, bensì sotto quello del vizio di motivazione. Perché senza le parole precise dell’imputazione l’accusa diventa fluida, sfuggente. Si altera l’ordine logico del processo, riflesso nella struttura della sentenza: imputazione-motivazione-decisione. Leggi il resto di questo articolo »

I diritti meritano maggiori tutele: non sono merci. L’intervento del Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

I diritti meritano maggiori tutele: non sono merci (articolo di Guida Alpa, Il Sole 24Ore, 22.03.2012)

Alpa G., Il Sole 24ORe, 22.03.2012

Chiusura delle liti fiscali minori: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta con circolare n. 7/E del 15 marzo, per fornire chiarimenti in merito alle novità apportate dall’articolo 29, comma 16bis, del D.L. 216/2011 (decreto milleproroghe) all’istituto della chiusura agevolata delle controversie minori, ovvero quelle di valore non superiore a 20mila euro, disciplinato dall’articolo 39, comma 12, del D.L. 98/2011. I chiarimenti sono così sintetizzabili:
a) in merito all’ampliamento dell’ambito di applicazione della definizione, in virtù della modifica normativa, possono ora essere sanate le liti fiscali che risultavano pendenti alla data del 31 dicembre 2011. Si tratta di tutte quelle controversie instaurate per la prima volta, attraverso proposizione dell’atto introduttivo del giudizio di primo grado, nel periodo compreso tra il 2 maggio e il 31 dicembre 2011. Leggi il resto di questo articolo »

Il danno esistenziale deve sempre essere liquidato dal giudice.

Cass. civ. , sez. III, sent. 16.02.2012, n. 2228

Il danno esistenziale, indipendentemente dalla terminologia utilizzata, deve sempre essere preso in considerazione nella liquidazione del danno, ai fini della corretta personalizzazione del medesimo. Lo ha stabilito la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, con la sentenza 16 febbraio 2012, n. 2228.

Il caso vedeva una donna richiedere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, in conseguenza di una paralisi ostetrica del braccio destro subita dal neonato all’esito di un errato intervento in sede di parto. A causa delle gravi lesioni subite dal figlio, la madre fu indotta ad abbandonare il lavoro, al fine di dedicarsi esclusivamente alla cura del medesimo, bisognevole di assistenza in ragione della gravità delle lesioni psicofisiche riportate al momento della nascita. Leggi il resto di questo articolo »

Gli Avvocati scrivono a Monti sulla media—conciliazione. La riforma potrebbe essere incostituzionale. Falliti gli obiettivi deflattivi.

ROMA, 9 MAR – Rinviare l’estensione della media-conciliazione obbligatoria a materie che ne erano sinora escluse, come gli incidenti stradali e le questioni condominiali, e procedere invece a una decisa revisione del sistema, anche in attesa delle decisioni della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea. E’ quanto chiedono le rappresentanze nazionali dell’avvocatura in una lettera al Presidente del Consiglio, Mario Monti, al Ministro della Giustizia, Paola Severino e al Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.A firmare la missiva il Consiglio nazionale forense,l’ Organismo unitario dell’avvocatura e la Cassa Forense. ‘Il legislatore ha varato un sistema di media-conciliazione obbligatoria che continua a dimostrare tutte le sue deficienze, come testimoniano i numerosi rinvii per incostituzionalità e che si è dimostrato fallimentare per i fini deflativi- afferma il presidente dell’Oua Maurizio De Tilla- Rimaniamo ora in attesa dei pronunciamenti della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea e chiediamo ancora una volta al Governo di prendere atto di questa situazione e, intanto, di rinviare l’entrata in vigore delle materie ancora escluse dall’obbligatorietà’.(ANSA).

La protesta degli Avvocati contro la chiusura di Tribunali e Giudici di pace, l’obbligatorietà della mediaconciliazione, l’abolizione delle tariffe professionali e la presenza di soci di capitale negli studi professionali.

Comunicato Stampa dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura del 15.03.2012

SCIOPERO AVVOCATI, OUA: ADESIONE UNANIME ALL’ASTENSIONE NEI TRIBUNALI IN TUTTA ITALIA

OLTRE 2000 LEGALI MANIFESTANO A ROMA IN TOGA, DAVANTI ALLA CASSAZIONE

MAURIZIO DE TILLA, OUA: “COME GANDHI, UN AVVOCATO, MARCEREMO IN TUTTO IL PAESE CONTRO LA ROTTAMAZIONE DELLA GIUSTIZIA, LE LIBERALIZZAZIONI SELVAGGE E L’ATTACCO ALLA COSTITUZIONE E AI DIRITTI DEI CITTADINI”

La protesta degli avvocati contro la chiusura di tribunali, sedi distaccate e uffici dei giudici di pace, il mancato rinvio delle materie escluse dalla conciliazione, incidenti e condomini e l’obbligatorietà della mediaconciliazione. Non solo: contro l’abolizione delle tariffe professionali e la presenza di soci di capitale negli studi professionali

Quasi 2000 avvocati in toga e coccarda tricolore si sono dati appuntamento dinanzi alla Cassazione in Piazza Cavour, per difendere, in una manifestazione pacifica contro la rottamazione della giustizia, i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione, e per contrastare i provvedimenti di liberalizzazioni selvagge varati dal Governo. Leggi il resto di questo articolo »

Mediaconciliazione senza tregua: nuovo rinvio alla Corte Costituzionale.

Dopo i profili di incostituzionalità sollevati dal TAR Lazio e dai Giudici di Pace di Parma e Catanzaro, ora è la volta del Tribunale di Genova. Si allunga ulteriormente l’elenco delle ordinanze di rinvio alla Corte Costituzionale per la mediaconciliazione obbligatoria: è la volta del Tribunale di Genova, che con un’ordinanza a firma del giudice Valentina Vinelli, ha confermato i profili di incostituzionalità.

Ricordiamo che nei mesi scorsi analoghi provvedimenti sono stati emessi dal Tar del Lazio e dai giudici di pace di Parma e Catanzaro e che la mediaconciliazione obbligatoria è, appunto, all’esame tanto della Corte Costituzionale che della Corte di Giustizia Europea (a quest’ultima rimesse le ordinanze del Tribunale di Palermo e di Mercato San Severino).

Per Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua, «è l’ennesima conferma di quanto sostenuto dagli avvocati in questi mesi, come recita l’ordinanza del Tribunale di Genova, tra gli altri aspetti messi in rilievo, “l’esperimento della mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale, prevedendo altresì il carattere oneroso”, limita l’accesso alla mediaconciliazione ed è oltretutto costosa. Si nega, cioè, con tutta evidenza il diritto di difesa dei cittadini».

«Proprio nei giorni scorsi – conclude de Tilla – il Guardasigilli, Paola Severino, nel corso dell’audizione in Commissione Giustizia del Senato, ha ammesso che sulla conciliazione “si tratta di trovare il giusto equilibrio, ovvero attuarla senza andare oltre ciò che nella tradizione italiana può essere condiviso”. È un segnale di discontinuità con il passato, ben venga, ma è bene sottolineare che i dati sul funzionamento del nuovo sistema sono fallimentari. Secondo il Ministero di Via Arenula solo 3 mila cause concluse positivamente in 6 mesi, altro che potere deflattivo e riduzione del contenzioso. È evidente che è giunto il momento di cambiare strada. Gli avvocati sono disponibili sin da ora a dare il contributo di idee per una giustizia civile efficiente e rapida. Tutto il contrario di quanto ottenuto fin a ora con il bluff della media-conciliazione».

(Fonte: http://www.leggioggi.it, 01.12.2011)

Mediaconciliazione: il Ministero ne esalta la funzione, i dati lo contraddicono.

In attesa della ormai sospiratissima pronuncia della Corte Costituzionale, il Ministero continua diffondere dati sulla mediazione finalizzata alla conciliazione di cui al D.Lgs. 4 marzo 2010 n. 28.

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario erano stati diffusi numeri apparentemente rassicuranti (per il Governo), contrastanti però con le valutazioni  dei Presidenti delle Corti d’Appello che giudicavano insoddisfacenti i risultati registrati nelle proprie singoli sedi. Leggi il resto di questo articolo »

Videopoker nella sala giochi? Non è reato di gioco d’azzardo.

 

(Cass. pen., sez. III, 27.02.2012, n. 7610)

Con la sentenza n. 7610 del 27 febbraio 2012 la Cassazione ha accolto il ricorso di un uomo che era stato condannato in sede di merito per il reato di esercizio di giuochi d’azzardo, di cui all’art. 718 del codice penale.

L’imputato, possessore di una sala giochi, vi aveva installato all’interno tre apparecchi elettronici del tipo videopoker, di quelli che consentono vincite puramente aleatorie a prescindere dalla abilità fisica, mentale o strategica del giocatore. Leggi il resto di questo articolo »

Amministratore cessato. Per la bancarotta responsabilita’ da dimostrare.

(Cass. pen., 26.01.2012, n. 3228)

Deve essere provata, attraverso l’esatta collocazione cronologica degli avvenimenti, la partecipazione dell’amministratore cessato alla bancarotta dell’azienda. Si legge così nelle motivazioni della sentenza come “l’accertamento della responsabilità del singolo preposto alla gestione per il mancato rinvenimento di cespite, non può reggersi su dati meramente presuntivi, quali la mancata giustificazione dell’ammanco in una con la carica ricoperta ‘pro tempore’, ma deve richiedere la compiuta dimostrazione degli elementi gravanti sul prevenuto, i quali a costui riconducano l’azione distrattiva o, quantomeno (per gli effetti dell’art. 40 cpv. c.p.), la conoscenza della medesima”. Leggi il resto di questo articolo »

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