Lo Studio Legale Associato Liut Giraldo & Partners, fondato nel 1997 e diretto dagli Avvocati Cassazionisti del Foro di Pordenone Gianluca Liut e Ilaria Giraldo, fornisce assistenza e consulenza legale giudiziale e stragiudiziale a privati, imprese ed enti pubblici, in ambito civile, penale e amministrativo. I Professionisti dello Studio hanno maturato specifiche competenze in ambito civile in materia di responsabilità civile, risarcimento danni, malasanità, separazioni e divorzi, diritto di famiglia, successioni, divisioni ereditarie, contratti, diritto immobiliare, in ambito penale in materia di reati contro la famiglia (violazione degli obblighi di assistenza familiare, maltrattamenti), contro la persona (omicidio, percosse, lesioni, diffamazione tramite social network, violenza sessuale, violenza privata, minaccia, stalking, reati informatici), contro il patrimonio (truffa, frode informatica, appropriazione indebita).

 

News

LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato

LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato, fondato nel 1997 e diretto dagli avvocati GIANLUCA LIUT e ILARIA GIRALDO, fornisce assistenza e consulenza legale giudiziale e stragiudiziale a privati, imprese ed enti pubblici, in ambito civile, penale e amministrativo. LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato ha maturato una particolare esperienza in materia di responsabilità civile, di risarcimento danni, di responsabilità medica, di contratti, di diritto immobiliare, di diritto di famiglia, di diritto degli appalti, di reati contro la persona. Avvalendosi di un'estesa e consolidata rete di collaboratori e corrispondenti, LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato è in grado di assicurare ai propri clienti assistenza e difesa in tutto il territorio nazionale. E' possibile contattare LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato telefonando ai numeri 0421.71802 o 349.3318800 oppure inviando un'email all'indirizzo info@liutandpartners.it oppure inviando un fax ai numeri 0421.282315 o 0421.2531156.
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
19.06.2017
NEWS di GIURISPRUDENZA PENALE

Reato di occultamento e distruzione delle scritture contabili. Art. 10 D.L.vo 74/2000

Non è configurabile il reato di occultamento e distruzione delle scritture contabili se l'imprenditore può ricostruire con altri documenti il risultato economico. È il principio statuito dalla Corte di Cassazione, Terza Sezione Penale, con la sentenza n. 22126 depositata l'08.05.2017.

L' art, 10 D.L.vo 74/2000 prevede che è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni (pena aumentata dal D.L.vo 158/2015) chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o l' Iva, ovvero di consentire l' evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari.
La condanna del Tribunale veniva confermata dalla Corte di appello e, pertanto, l' imputato ricorreva in Cassazione lamentando, in estrema sintesi, l' insussistenza dell'elemento costitutivo del reato.
I giudici di legittimità, ritenendo fondato il ricorso, hanno innanzitutto rilevato che il reato di occultamento e distruzione delle scritture contabili è a dolo specifico, atteso che la norma fa espresso richiamo al «fine di evadere le imposte». Ne consegue che il giudice deve accertare e adeguatamente motivare la sussistenza in concreto dell' elemento soggettivo sulla finalità di evasione.
Se l'imprenditore può ricostruire con altri documenti il risultato economico non sussiste reato per difetto dell'elemento soggettivo.
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
18.06.2017 NEWS LEGISLATIVE
Approvata la L. 71/2017 di disciplina del Cyberbullismo

La Legge definisce «cyberbullismo» qualsiasi forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonche’ la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o piu’ componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

E' previsto che ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore, possa inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet, previa conservazione dei dati originali, da identificare espressamente tramite relativo URL, nei casi in cui integrino le fattispecie previste dall’articolo 167 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ovvero da altre norme incriminatrici. Qualora, entro le ventiquattro ore successive al ricevimento dell’istanza, il soggetto responsabile non abbia comunicato di avere assunto l’incarico di provvedere all’oscuramento, alla rimozione o al blocco richiesto, ed entro quarantotto ore non vi abbia provveduto, o comunque nel caso in cui non sia possibile identificare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media, l’interessato può rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la protezione dei dati personali, il quale, entro quarantotto ore dal ricevimento della richiesta, provvede

La L. 71/2017 si prefigge l'obiettivo di potenziare la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, nel rispetto delle direttive europee in materia e realizza un sistema di raccolta di dati finalizzato al monitoraggio dell’evoluzione dei fenomeni.

In punto sanzioni, salvo che il fatto costituisca reato, è previsto che:

-il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo ne informa tempestivamente i soggetti esercenti la responsabilita’ genitoriale ovvero i tutori dei minori coinvolti e attiva adeguate azioni di carattere educativo.

– i regolamenti delle istituzioni scolastiche siano integrati con specifici riferimenti a condotte di cyberbullismo e relative sanzioni disciplinari commisurate alla gravita’ degli atti compiuti.

– Ammonimento. Fino a quando non e’ proposta querela o non e’ presentata denuncia per taluno dei reati di cui agli articoli 594, 595 e 612 del codice penale e all’articolo 167 del codice per la protezione dei dati personali, e’ applicabile la procedura di ammonimento, il questore convoca il minore, unitamente ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale.
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
08.06.2017 NEWS di GIURISPRUDENZA PENALE

ACCESSO ABUSIVO A SISTEMA INFORMATICO—ART. 615 TER Codice Penale—

Commette il delitto previsto dall’art. 615-ter, secondo comma, n. 1, cod. pen. (di accesso abusivo a sistema informatico, punito con la reclusione da uno a cinque anni) il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, pur essendo abilitato e pur non violando le prescrizioni formali impartite dal titolare di un sistema informatico o telematico protetto per delimitarne l’accesso acceda o si mantenga nel sistema per ragioni ontologicamente estranee e comunque diverse rispetto a quelle per le quali, soltanto, la facoltà di accesso gli è attribuita.

[Corte di Cassazione, SS.UU. Penali, Udienza 18/05/2017 (R.G.: 16993/2016)]

[art. 615 ter Codice Penale:
(1) Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico (2) protetto da misure di sicurezza (3) ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni.
La pena è della reclusione da uno a cinque anni:
1) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato, o con abuso della qualità di operatore del sistema;
2) se il colpevole per commettere il fatto usa violenza sulle cose o alle persone, ovvero se è palesemente armato;
3) se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento del sistema o l'interruzione totale o parziale del suo funzionamento, ovvero la distruzione o il danneggiamento dei dati, delle informazioni o dei programmi in esso contenuti.
Qualora i fatti di cui ai commi primo e secondo riguardino sistemi informatici o telematici di interesse militare o relativi all'ordine pubblico o alla sicurezza pubblica o alla sanità o alla protezione civile o comunque di interesse pubblico, la pena è, rispettivamente, della reclusione da uno a cinque anni e da tre a otto anni.
Nel caso previsto dal primo comma il delitto è punibile a querela della persona offesa; negli altri casi si procede d'ufficio]
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato ha aggiornato la sua immagine del profilo.
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
08.06.2017 ANNUNCIO DI LAVORO
RICERCA PRATICANTI AVVOCATI

Lo STUDIO LEGALE ASSOCIATO LIUT GIRALDO & PARTNERS degli avv.ti Gianluca Liut e Ilaria Giraldo, con sedi in Portogruaro (VE) [Corso Martiri della Libertà n. 156] e in Pordenone [Piazza XX Settembre 9] (www.liutandpartners.it), ricerca con urgenza n. 2 Praticanti Avvocati abilitati al patrocinio fortemente motivati/e e seriamente preparati/e per inserimento nell'organico di Studio.
Sono richiesti: competenza ed esperienza, professionalità, flessibilità e attitudine al lavoro di team, curiosità intellettuale e attitudine al problem solving, precisione, affidabilità e autonomia, spiccate doti relazionali e comunicative.
Ai candidati prescelti sarà offerta l'opportunità di lavorare in un ambiente giovane e dinamico, dotato delle più moderne tecnologie informatiche e di ricerca giuridica, che premia le migliori professionalità.
Riconoscimento economico correlato all'impegno profuso e ai risultati raggiunti.
Materie prevalentemente trattate: CIVILE (responsabilità civile, responsabilità medica, risarcimento danni, diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni e testamenti, contrattualistica, diritto immobiliare, diritto dell'impresa e delle società, diritto fallimentare, condominio, locazioni, infortunistica stradale, infortuni sul lavoro, recupero crediti, esecuzioni); PENALE (delitti contro la persona, delitti contro il patrimonio, reati fallimentari, reati tributari).
Inviare curriculum vitae e piano degli esami universitari all'email info@liutandpartners.it
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
07.06.2017 NEWS di GIURISPRUDENZA CIVILE

Famiglia—DIRITTO DEL NATO DA PARTO ANONIMO A CONOSCERE LE PROPRIE ORIGINI - SUSSISTENZA - LIMITE - VERIFICA DELLA PERSISTENZA DELLA VOLONTÀ DELLA MADRE DI MANTENERE L’ANONIMATO -

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 1946 del 25/01/2017 (Presidente: R. Rordorf Relatore: A. Giusti), hanno statuito che, in tema di parto anonimo, per effetto della sentenza delle Corte costituzionale n. 278 del 2013, ancorchè il legislatore non abbia ancora introdotto la disciplina procedimentale attuativa, sussiste la possibilità per il giudice, su richiesta del figlio desideroso di conoscere le proprie origini e di accedere alla propria storia parentale di interpellare la madre che abbia dichiarato alla nascita di non voler essere nominata, ai fini di una eventuale revoca di tale dichiarazione, e ciò con modalità procedimentali, tratte dal quadro normativo e dal principio somministrato dalla Corte stessa, idonee ad assicurare la massima riservatezza ed il massimo rispetto della dignità della donna, fermo restando che il diritto del figlio trova un limite insuperabile allorchè la dichiarazione iniziale per l’anonimato non sia rimossa in seguito all’interpello e persista il diniego della madre di svelare la propria identità.

Gianluca Liut, nota a Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza n. 1946 del 25/01/2017.
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
07.06.2017 NEWS di GIURISPRUDENZA CIVILE

APPALTO PRIVATO—RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE—RESPONSABILITA' DELL'APPALTATORE—LIMITI—ART. 1669 Codice Civile

L'appaltatore è responsabile della rovina o dei gravi vizi e difetti a un immobile solo se si tratti di nuova costruzione o anche in caso di opere di ristrutturazione?
La Corte di Cassazione ha precisato i confini della garanzia dell'appaltatore in caso di opere di ristrutturazione edilizia e, in genere, di interventi manutentivi o modificativi di lunga durata su immobili preesistenti, che (rovinino o) presentino (evidente pericolo di rovina o) gravi difetti incidenti sul godimento e sulla normale utilizzazione del bene.
L’art. 1669 del codice civile prevede, in materia di rovina e difetti di cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, che se, nel corso di dieci anni dal compimento, l'opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta.
Secondo le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione (sentenza 27/03/2017 n. 7756) l’art. 1669 c.c. è applicabile, ricorrendone tutte le altre condizioni, anche alle opere di ristrutturazione edilizia e, in genere, agli interventi manutentivi o modificativi di lunga durata su immobili preesistenti, che (rovinino o) presentino (evidente pericolo di rovina o) gravi difetti incidenti sul godimento e sulla normale utilizzazione del bene, secondo la destinazione propria di quest’ultimo.

Gianluca Liut, nota a Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza 27/03/2017 n. 7756.
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
Il diritto all'inviolabilità del proprio domicilio, della propria sicurezza, dei propri affetti, dei propri beni è sacro. Nessuno ha diritto di entrare in casa di altri se non con il consenso di chi quella casa abita. Se lo fai contro la mia volontà, espressa o implicita, ne subisci le conseguenze. Senza se e senza ma. La difesa, all'interno della propria abitazione e della propria azienda, deve essere riconosciuta come legittima sempre. Il Parlamento ha perso un'altra importantissima occasione per garantire finalmente piena tutela al diritto all'inviolabilità del domicilio.
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
"Solo chi è socio al momento della commissione del reato in danno della società può costituirsi parte civile"

di Gianluca Liut, commento a Cass. pen. Sez. II, Sent. 14-04-2017, n. 18775, 02.05.2017

Abstract. Reati patrimoniali contro una società. Truffa e appropriazione indebita. Legittimazione alla costituzione di parte civile del socio al momento della consumazione del reato.
(Cass. pen. Sez. II, Sent. 14-04-2017, n. 18775)

Secondo l'insegnamento della Corte di Cassazione, nei reati patrimoniali, quali la truffa e l'appropriazione indebita, commessi ai danni di una società, se la legittimazione a proporre querela spetta soltanto al legale rappresentante, i singoli soci, sui quali ricadono le conseguenze patrimoniali dell'illecito, in quanto danneggiati sono pur sempre legittimati a costituirsi parte civile (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 45089 del 10/11/2009; Sez. 3, Sentenza n. 3445 del 02/02/1995; in senso conforme Sez. 5, Sentenza n. 42871 del 21/11/2002.
Questo il principio affermato dalla Corte di Cassazione, nella sentenza in commento. Se all'epoca del fatto di cui è incriminazione il soggetto che assuma di essere stato danneggiato dal reato in quanto socio della società non rivestiva la qualità di socio lo stesso è privo di legittimazione a dolersi dei danni prodotti ad una società della quale non faceva parte.
A rilevare, secondo l'arresto in commento è, dunque, la qualità di socio nel momento della consumazione del reato, non venendo a rilevanza l'avere acquisito detta qualità in epoca successiva al fatto-reato. Ammettere la costituzione di parte civile del soggetto che si limiti a dedurre l'esistenza di danni patrimoniali collegati alla propria qualità di socio è —secondo la Cassazione— motivazione meramente apparente, conseguendone l'annullamento della sentenza impugnata.

Di seguito il testo integrale della sentenza.

Cass. pen. Sez. II, Sent., (ud. 11-04-2017) 14-04-2017, n. 18775
Fatto Diritto P.Q.M.
APPROPRIAZIONE INDEBITA

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA PENALE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. FUMU Giacomo - Presidente -
Dott. GALLO Domenico - rel. Consigliere -
Dott. CERVADORO Mirella - Consigliere -
Dott. FILIPPINI Stefano - Consigliere -
Dott. DI PISA Fabio - Consigliere -
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
M.A., nata a (OMISSIS);
avverso la sentenza 16/06/2016 del Gup presso il Tribunale di Civitavecchia;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dr. Domenico Gallo;
letta la requisitoria del Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale, Dr. Tampieri Luca, che ha concluso per l'annullamento con rinvio.
Svolgimento del processo
1. Con sentenza in data 16/06/2016, il Gup presso il Tribunale di Civitavecchia applicava, ex art. 444 c.p.p., a M.A. la pena di anni uno, mesi quattro di reclusione ed Euro 600,00 di multa per i reati di appropriazione indebita ed uso abusivo di carta di credito commessi in danno della C.D.M. S.r.l., condannando, altresì, l'imputata al pagamento delle spese sostenute dalle parti civili costituite, C.D.M. Srl e F.C., in ragione di Euro 400,00 per ciascuna parte.
2. Avverso tale sentenza propone ricorso l'imputata dolendosi del capo della sentenza relativo alla condanna al pagamento delle spese della parte civile F.C., eccependo che trattavasi di soggetto non legittimato, essendo stato il reato commesso in danno di una società di capitali.
Motivi della decisione
1. Il ricorso è fondato.
2. La motivazione dell'ordinanza con la quale il Gup ha ammesso la costituzione della parte civileF.C. è meramente apparente dal momento che viene riferita al solo fatto che l'interessata abbia dedotto l'esistenza di danni patrimoniali collegati alla sua qualità di socia.
In effetti secondo l'insegnamento di questa Corte, nei reati patrimoniali, quali la truffa e l'appropriazione indebita commessi ai danni di una società, se la legittimazione a proporre querela spetta soltanto al legale rappresentante, i singoli soci, sui quali ricadono le conseguenze patrimoniali dell'illecito, in quanto danneggiati sono pur sempre legittimati a costituirsi parte civile (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 45089 del 10/11/2009 Ud. (dep. 25/11/2009) Rv. 245694; Sez. 3, Sentenza n. 3445 del 02/02/1995 Ud. (dep. 03/04/1995) Rv. 203401; in senso conforme Sez. 5, Sentenza n. 42871 del 21/11/2002 Ud. (dep. 18/12/2002) Rv. 224130).
3. Tuttavia nel caso di specie risulta dagli atti (vedi istanza di integrazione di parte offesa) che F.C. è divenuta socia della C.D.M. s.r.l. in virtù di atto di donazione con atto per notar F.L. del 23 giugno 2015, vale a dire in epoca successiva alla realizzazione della condotta criminosa, che risulta accertata fra (OMISSIS). Pertanto la F. non rivestiva la qualità di socia all'epoca dei fatti; ne consegue che la stessa è priva di legittimazione a dolersi dei danni prodotti ad una società della quale non faceva parte.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla liquidazione delle spese di costituzione della parte civile F.C..
Sentenza a motivazione semplificata.
Così deciso in Roma, il 11 aprile 2017.
Depositato in Cancelleria il 14 aprile 2017
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
28.04.2017
Ricerca Praticanti Avvocati Abilitati al Patrocinio

Lo STUDIO LEGALE ASSOCIATO LIUT GIRALDO & PARTNERS degli avv.ti Gianluca Liut e Ilaria Giraldo, con sede in Portogruaro (VE) Corso Martiri della Libertà 156 (www.liutandpartners.it), ricerca con urgenza n. 2 Praticanti Avvocati Abilitati al Patrocinio fortemente motivati/e e seriamente preparati/e per inserimento nell'organico di Studio.

Sono richiesti: competenza ed esperienza, professionalità, flessibilità e attitudine al lavoro di team, curiosità intellettuale e attitudine al problem solving, precisione, affidabilità e autonomia, spiccate doti relazionali e comunicative.

Ai candidati prescelti sarà offerta l'opportunità di lavorare in un ambiente giovane e dinamico, dotato delle più moderne tecnologie informatiche e di ricerca giuridica, idoneo a premiare le migliori professionalità.

Riconoscimento economico correlato all'impegno profuso e ai risultati raggiunti.

Materie prevalentemente trattate: CIVILE (responsabilità civile, responsabilità medica, risarcimento danni, diritto del lavoro, diritto della previdenza sociale, contrattualistica, diritto di famiglia, diritto immobiliare, successioni, diritto d'impresa, società, condominio, locazioni, successioni, recupero crediti, assicurazioni, esecuzioni, diritto fallimentare); PENALE (delitti contro l'assistenza familiare, delitti contro la persona, violenza contro le donne, stalking, delitti contro il patrimonio, stupefacenti).

Inviare curriculum vitae e piano degli esami universitari all'email info@liutandpartners.it
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
Ricerca Praticanti Avvocati abilitati al patrocinio.

Lo STUDIO LEGALE ASSOCIATO LIUT GIRALDO & PARTNERS degli avv.ti Gianluca Liut e Ilaria Giraldo, con sede in Portogruaro (VE) Corso Martiri della Libertà 156 (www.liutandpartners.it), ricerca con urgenza n. 2 Praticanti Avvocati abilitati al patrocinio fortemente motivati/e e seriamente preparati/e per inserimento nell'organico di Studio.
Sono richiesti: competenza ed esperienza, professionalità, flessibilità e attitudine al lavoro di team, curiosità intellettuale e attitudine al problem solving, precisione, affidabilità e autonomia, spiccate doti relazionali e comunicative.
Ai candidati prescelti sarà offerta l'opportunità di lavorare in un ambiente giovane e dinamico, dotato delle più moderne tecnologie informatiche e di ricerca giuridica, idoneo a premiare le migliori professionalità.
Riconoscimento economico correlato all'impegno profuso e ai risultati raggiunti.
Materie prevalentemente trattate: CIVILE (responsabilità civile, responsabilità medica, risarcimento danni, diritto del lavoro, diritto della previdenza sociale, contrattualistica, diritto di famiglia, diritto immobiliare, successioni, diritto d'impresa, società, condominio, locazioni, successioni, recupero crediti, assicurazioni, esecuzioni, diritto fallimentare); PENALE (delitti contro l'assistenza familiare, delitti contro la persona, violenza contro le donne, stalking, delitti contro il patrimonio, stupefacenti).
Inviare curriculum vitae e piano degli esami universitari all'email info@liutandpartners.it
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
Rassegna di Giurisprudenza Penale

USO DI SCRITTURA PRIVATA FALSA - ART. 485 C.P. - DEPENALIZZAZIONE DEL REATO

(Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza n. 4951 del 2 febbraio 2017 — Presidente G. Fumu — Relatore M.M. Alma)

L’uso di scrittura privata falsa non è più previsto dalla legge come reato.

La decisione dei Giudici Supremi prende le mosse dal dettato del D. L.vo n. 7/2016, che ha abrogato il reato di falso in scrittura privata di cui all’art. 485 c.p. ed il secondo comma dell’art. 489 c.p., il cui testo vigente recita la seguente formula: “Chiunque senza essere concorso nella falsità, fa uso di un atto falso soggiace alle pene stabilite negli articoli precedenti, ridotti di un terzo”.
Un tanto è desumibile dal fatto che il testo normativo dell’articolo 489 c.p. attualmente vigente fa un generico riferimento all’"atto falso", senza più alcun richiamo alle "scritture private", nonchè dal fatto che nel generico concetto di “atto falso” non possono essere più ricomprese le scritture private, sia per espressa eliminazione della parte della norma che le riguardava, sia per il fatto che la norma stessa prevede un trattamento sanzionatorio che è venuto meno attraverso l’abrogazione dell’articolo 485 c.p., facendo così perdere il parametro normativo di riferimento, nonchè dal fatto, infine, che, poiché attualmente l’uso della scrittura falsa sarebbe punibile a mero titolo di dolo generico mentre secondo il testo dell’art. 489 precedentemente vigente – nonché all’epoca delle condotte contestate nel caso di specie - era richiesto il dolo specifico, verrebbero addirittura estese, in fatto, le ipotesi di punibilità dell’uso della scrittura privata falsa.
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato ha aggiunto 4 nuove foto — presso Borgo Villa Braida.
24.03.2017, Borgo Villa Braida, Cena di Studio... con delitto!
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
Rassegna di Giurisprudenza Civile

Affido ‘falsamente’ condiviso. Il Tribunale di Brindisi detta le regole per i genitori.

(http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/13/affido-falsamente-condiviso-il-tribunale-di-brindisi-detta-le-regole-per-i-genitori/3448370/)
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
Rassegna di Giurisprudenza Penale
Stalking. Maltrattamenti in famiglia. Violenza sessuale.

Le vittime di stalking, maltrattamenti in famiglia o violenza sessuale possono accedere all’istituto del gratuito patrocinio anche senza presentare la dichiarazione sostitutiva attestante il proprio reddito. Lo ha chiarito la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13497/2017, precisando che l’accoglimento da parte del Giudice della domanda di ammissione alla difesa a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 79 del T.U. sulle spese giudiziarie, è subordinata solamente alla richiesta di ammissione, all’indicazione del processo cui si riferisce (se già pendente), alle generalità dell’interessato e dei componenti la famiglia anagrafica, unitamente ai rispettivi codici fiscali.

(Corte di Cassazione, Quarta Sezione Penale, sentenza n. 13497/2017)
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
LIUT GIRALDO & PARTNERS Studio Legale Associato
VIA CAMUCINA: ECCO LA VERITA' SULLA "GUERRA" DEI PARACARRI
Una disputa legale che si poteva evitare, ma il Comune non ha voluto...

( http://www.gianfrancobattiston.it/index.php?id=27&ct=6&aid=3350 )

29 Marzo 2017

SUCCEDE A PORTOGRUARO !

LA GUERRA DEI PARACARRI
LA VITTORIA DI PIRRO...

Il Comune vince al Tar,
ma quanto gli è costato ?
E la Famiglia Favero - Samà
come è stata trattata ?

Una brutta disputa legale che si doveva e poteva evitare.
(Seguirà commento...)

PORTOGRUARO: ECCO LO "SCONTRO" IN VIA CAMUCINA PER I PARACARRI !!!

Via Camucina, "scontro" tra il Comune di Portogruaro e la famiglia Favero - Samà, motivo del contendere sono i Paracarri stradali che risultano non in regola con la normativa attualmente vigente, mancano 6 centimetri per raggiungere i 90 necessari come distanza minima per il passaggio ciclo pedonale stabiliti dalla Legge, da tenere presente però che l'area è privata con servitù di passaggio pubblico...
Ecco quanto realmente successo la mattina di venerdì 18 novembre 2016 tra le parti in causa, la famiglia Favero - Samà chiedeva che nella sua Proprietà privata venisse rispettato l'accordo esistente con il Comune firmato nel 1999 con l'allora Giunta Rabacchin (clicca qui), e avrebbe dato il suo consenso ai lavori per lo spostamento del paracarro “incriminato”, ma l'attuale Amministrazione comunale non ha riconosciuto la validità amministrativa di tale Documento, nel video tutti i passaggi "chiave" per stabilire come sono realmente andate le cose in questa non facile e complicata trattativa, e come sono state esposte...
Una disputa che si poteva benissimo evitare, ma che si è trasformata in un "caso" anche politico, con una Interrogazione del Gruppo Misto che ha seguito da vicino tutta la tortuosa vicenda, non si è trovato un accordo e si è andati per vie legali, rivolgendosi a degli avvocati e facendo ricorso al TAR del Veneto… (Che recentemente ha dato ragione al Comune, ma ci sarà un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato della parte soccombente ?)

PORTOGRUARO: MOTO SFRECCIA INCURANTE DIVIETO IN VIA CAMUCINA !

Portogruaro: Via Camuncina, uno dei posti più suggestivi della città, il transito è vietato nei due sensi di marcia ai motoveicoli, ma evidentemente non per tutti, certamente non per questo centauro che andrebbe multato e sequestrata la moto, che sfreccia pericolosamente via, dopo aver zigzagato tra la gente a piedi...
divisorio



Non siamo eroi, noi avvocati.

Avv. Ilaria Giraldo - Studio Legale Liut Giraldo & Partners NEW1Ma se solo si comprendesse quanti sacrifici e quanta fatica, e nondimeno quanta passione e quanto orgoglio sono intessuti nella trama e nell’ordito della toga con cui copriamo le nostre spalle, pesantemente gravate dai problemi altrui di cui ci facciamo ogni giorno carico… se solo si comprendesse, l’Avvocatura non sarebbe costretta a reclamarlo quel rispetto, più che dovuto, per la dignità della professione forense, noi orgogliosamente figli della Giustizia, e non certo di un dio minore.

E se pure fossimo figli naturali, tanto meglio.

Ilaria Giraldo (24.11.2015) —

Facebook Google+ Linkedin Twitter
Privacy Policy    Cookies Policy