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Archivi per la categoria ‘Diritto del lavoro’

Diritto del lavoro. Sull’illiceità dell’utilizzo di programmi informatici che consentono il monitoraggio della posta elettronica e degli accessi ad internet per le contestazioni al dipendente.

(Corte di Cassazione – Sezione Lavoro, Sentenza 23 febbraio 2010, n.437)

I programmi informatici che consentono il monitoraggio della posta elettronica e degli accessi ad internet dei dipendenti sono necessariamente apparecchiature di controllo da assoggettare alle condizioni di cui all’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. Leggi il resto di questo articolo »

Diritto del lavoro. Sulla condotta abnorme e imprevedibile del lavoratore.

(Corte di Cassazione – Sezione Quarta Penale, Sentenza 23 febbraio 2010, n.7267)

Una recente pronuncia della Corte di Cassazione in materia di responsabilità penale del datore di lavoro e del direttore dei lavori per infortunio del lavoratore ha ripercorso il proprio consolidato orientamento ma aggiunge interessanti spunti con riferimento alla nozione di abnormità e imprevedibilità della condotta del lavoratore nello svolgimento di mansioni proprie. Leggi il resto di questo articolo »

Diritto del lavoro. L’Abc della riforma del lavoro.

C’è di tutto di più nel collegato Lavoro, convertito definitivamente in legge, il 3 marzo, da Palazzo Madama. Nel provvedimento, lievitato dagli iniziali 9 articoli del settembre 2008 agli attuali 50, trovano spazio norme di contenuto diverso e assai eterogeneo: dalla nuova possibilità per un 15enne di entrare in azienda come apprendista, ai certificati di malattia on line, alla possibilità di impugnare un provvedimento di licenziamento, anche in sede stragiudiziale. Leggi il resto di questo articolo »

Diritto del lavoro. Mobbing in ospedale da parte del primario.

(Corte di Cassazione – Sezione Terza Civile, Sentenza 2 febbraio 2010, n.2352).

La Cassazione è intervenuta ancora una volta in materia di mobbing, ma in questo caso in relazione ad un’azione per risarcimento danni (patrimoniali e non patrimoniali) promossa nel 1991 da un medico chirurgo, aiuto anziano di ruolo presso la Divisione di Chirurgia Cardiotoracica pediatrica di un Ospedale civile, nei confronti di un proprio superiore diretto, per atti vessatori continuati, posti in essere dal luglio 1984 al febbraio 1990, che avevano impedito al professionista di svolgere attività clinica e di reparto e lo avevano costretto a ricorrere in sede gerarchica e dinanzi al Tar, con conseguente distruzione dell’immagine professionale e dell’avviamento della clientela. Leggi il resto di questo articolo »

Diritto del lavoro. La professionalità del dipendente “mortificata” dal datore di lavoro è risarcibile.

(Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 4063/2010)

Il datore di lavoro, se riorganizza le sue attività, non può tenere a lungo i dipendenti a girarsi i pollici o adibendoli a mansioni nettamente inferiori e diverse da quelle rivestite prima del ‘restyling’ organizzativo.     Leggi il resto di questo articolo »

Diritto del lavoro. Il demansionamento che diventa mobbing: la prova è presuntiva

(Cassazione civile , SS.UU., sentenza 22.02.2010 n° 4063)

Un dipendente del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali svolgeva, per un certo periodo, funzioni vicarie di direzione e coordinamento di uffici direttivi; successivamente, a seguito di una riorganizzazione degli uffici territoriali, veniva costretto a un periodo di inattività e allo svolgimento di mansioni inferiori fino al pensionamento: pertanto, veniva chiesta la condanna del datore di lavoro al pagamento delle differenze retributive per lo svolgimento delle mansioni superiori, oltre che il risarcimento del danno da mobbing in conseguenza del successivo demansionamento. Il Ministero si difendeva, tra l’altro, sostenendo che la pretesa risarcitoria del dipendente era stata qualificata come domanda di risarcimento del danno contrattuale non nell’atto introduttivo ma solo nella comparsa conclusionale, così da ritenersi inammissibile.

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Diritto del lavoro. Lavoratore, lesioni colpose aggravate, responsabilità.

Lavoratore – lesioni colpose aggravate – responsabilità del datore di lavoro – violazione normative antinfortunistiche – sussistenza [art. 40 e art. 590 c.p.; art. 2087 c.c.]

Il datore di lavoro deve ridurre al minimo i rischi connessi all’attività lavorativa dei propri dipendenti, anche attraverso un’adeguata vigilanza; Leggi il resto di questo articolo »

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