Archivi per la categoria ‘Diritto penale’
Videopoker nella sala giochi? Non è reato di gioco d’azzardo.
(Cass. pen., sez. III, 27.02.2012, n. 7610)
Con la sentenza n. 7610 del 27 febbraio 2012 la Cassazione ha accolto il ricorso di un uomo che era stato condannato in sede di merito per il reato di esercizio di giuochi d’azzardo, di cui all’art. 718 del codice penale. L’imputato, possessore di una sala giochi, vi aveva installato all’interno tre apparecchi elettronici del tipo videopoker, di quelli che consentono vincite puramente aleatorie a prescindere dalla abilità fisica, mentale o strategica del giocatore. Leggi il resto di questo articolo » |
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Amministratore cessato. Per la bancarotta responsabilita’ da dimostrare.
(Cass. pen., 26.01.2012, n. 3228)
Deve essere provata, attraverso l’esatta collocazione cronologica degli avvenimenti, la partecipazione dell’amministratore cessato alla bancarotta dell’azienda. Si legge così nelle motivazioni della sentenza come “l’accertamento della responsabilità del singolo preposto alla gestione per il mancato rinvenimento di cespite, non può reggersi su dati meramente presuntivi, quali la mancata giustificazione dell’ammanco in una con la carica ricoperta ‘pro tempore’, ma deve richiedere la compiuta dimostrazione degli elementi gravanti sul prevenuto, i quali a costui riconducano l’azione distrattiva o, quantomeno (per gli effetti dell’art. 40 cpv. c.p.), la conoscenza della medesima”. Leggi il resto di questo articolo »
Diritto penale. Contestabile il reato associativo al componente di una gang anche se non conosce tutta l’attività illecita svolta dalla banda.
(Cassazione, sesta sezione penale, sentenza 5405/2010)
Il componente di una gang è tale, e risponde del reato di associazione per delinquere, anche se non conosce tutta l’attività illecita svolta dalla banda cui appartiene. Lo ha chiarito la sesta sezione penale della Cassazione con la sentenza 5405/2010 che ha confermato la condanna a un trafficante di droga. Secondo la Suprema corte la partecipazione all’associazione criminale non richiede una precisa conoscenza di tutti gli affari essendo sufficiente la consapevolezza di partecipare ad attività illecite. [Continua...]
Diritto penale. Punite come truffa le false detrazioni di assegni familiari.
(Cassazione, sentenza 8537/2010)
L’imprenditore che porta in detrazione gli assegni familiari senza corrisponderli ai propri dipendenti è punibile per truffa e non per semplice evasione contributiva. Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza 8537/2010 secondo la quale la fittizia esposizione di somme non corrisposte al lavoratore induce in errore l’istituto previdenziale sul diritto al conguaglio realizzando in questo modo un ingiusto profitto, tipico del reato di truffa.
(http://www.guidaaldiritto.ilsole24ore.com/ContentGuidaDiritto/Viewer.aspx?IdDocumento=11466299&IdFonteDocumentale=5&cmd=gdnews&action=doc)
Diritto penale. Utilizzabili i colloqui tra privati registrati senza autorizzazione.
Diritto penale. Spaccio di stupefacenti e principio attivo.
| E’ un importante segnale quello che giunge dalla ordinanza 28661/07 pronunziata dalla Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione all’udienza del 29 Marzo u.s. e pubblicata in questi giorni, con la quale si rimette al giudizio delle SS.UU. il tema della sanzionabilità di condotte di spaccio di stupefacenti che abbiano ad oggetto un quantitativo di sostanza che presenti un principio attivo inferiore alla cd. soglia drogante. Leggi il resto di questo articolo » |
Diritto penale. Prescrizione breve dei reati.
Prescrizione penale – Termine triennale previsto per i reati puniti con pene diverse da quelle detentive e pecuniarie – Applicabilità ai reati di competenza del Giudice di Pace [art. 157, co. 5°, c.p.]
La norma contenuta nel quinto comma dell’art. 157 c.p., così come novellato dalla Legge n. 251/2005, pertiene ai reati di competenza del Giudice di Pace, per i quali la legge contempla pene diverse da quella detentiva e pecuniaria. Leggi il resto di questo articolo »
