Archivi per la categoria ‘Responsabilità civile e risarcimento danni’
Il danno esistenziale deve sempre essere liquidato dal giudice.
Cass. civ. , sez. III, sent. 16.02.2012, n. 2228
Il danno esistenziale, indipendentemente dalla terminologia utilizzata, deve sempre essere preso in considerazione nella liquidazione del danno, ai fini della corretta personalizzazione del medesimo. Lo ha stabilito la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, con la sentenza 16 febbraio 2012, n. 2228.
Il caso vedeva una donna richiedere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, in conseguenza di una paralisi ostetrica del braccio destro subita dal neonato all’esito di un errato intervento in sede di parto. A causa delle gravi lesioni subite dal figlio, la madre fu indotta ad abbandonare il lavoro, al fine di dedicarsi esclusivamente alla cura del medesimo, bisognevole di assistenza in ragione della gravità delle lesioni psicofisiche riportate al momento della nascita. Leggi il resto di questo articolo »
Risarcibile lo stress da illegittima rimozione forzata della propria auto.
Tornare sul posto in cui si era lasciata la propria auto e non trovarla perchè rimossa illegittimamente dal carroattrezzi può comportare uno stress psicofisico, risarcibile in un giudizio civile. Questo è quanto hanno stabilito gli ermellini con una recente sentenza (Cass. civ., Sez. II, 23 marzo 2011, n. 6712) che ha dato ragione ad una signora che aveva lasciato l’auto parcheggiata sopra alle strisce pedonali a Palermo e al suo ritorno non l’aveva più trovata, perchè fatta rimuovere da un ausiliario del traffico priva di delega dal sindaco. Leggi il resto di questo articolo »
L’assicurazione deve risarcire il danno per l’incendio causato da un veicolo in sosta.
La copertura assicurativa obbligatoria, riguarda anche i danni provocati a terzi, derivati dall’incendio di un’auto in sosta sulla via pubblica, perché anche la sosta costituisce circolazione. Leggi il resto di questo articolo »
Responsabilità del committente per infortunio sul lavoro nel contratto di appalto.
(Cassazione penale, sez. IV, sentenza 19-04-2010 n. 15081)
In tema di responsabilità del committente in relazione ad infortuni riferibili a lavori oggetto di un contratto di appalto è necessaria una attenta disamina delle circostanze fattuali concernenti i criteri seguiti dal committente per la scelta dell’appaltatore, l’ingerenza del committente stesso nell’esecuzione dei lavori oggetto dell’appalto, la percepibilità agevole ed immediata da parte del committente di eventuali situazioni di pericolo. Leggi il resto di questo articolo »
Messaggi offensivi su Facebook: scatta la condanna al risarcimento del danno.
(Tribunale Monza, sez. IV civile, sentenza 02.03.2010 n° 770)
E’ tenuto al risarcimento del danno colui che lede la reputazione, l’onore o il decoro di una persona mediante l’invio di un messaggio per il tramite del social network “Facebook”. Leggi il resto di questo articolo »
Danno non patrimoniale: la liquidazione deve prescindere da criteri di tipo automatico.
(Cassazione civile , sez. III, sentenza 10.03.2010 n° 5770)
Nella liquidazione del danno morale, provocato dalla morte di un prossimo congiunto, il giudice di merito deve procedere con valutazione equitativa, tenendo conto delle perdite affettive e della compromissione dell’integrità familiare. Nella liquidazione del danno non patrimoniale derivante da fatto illecito il giudice di merito deve, in ogni caso, tener conto delle effettive sofferenze patite dall’offeso, della gravità dell’illecito di rilievo penale e di tutti gli elementi della fattispecie concreta, in modo da rendere la somma liquidata adeguata al particolare caso concreto ed evitare che la stessa rappresenti un simulacro di risarcimento. Leggi il resto di questo articolo »
Responsabilità professionale del medico-chirurgo e autonomia ontologica del danno morale.
(Tribunale Varese, sentenza 16.02.2010 n° 16)
Medici e struttura ospedaliera (pubblica o privata poco rileva) rispondono verso il paziente a titolo contrattuale. E’ il debitore della prestazione ad avere l’onere della prova che non vi è stato inadempimento, o che lo stesso sia dipeso da fatto a lui non imputabile, o, ancora, che lo stesso non sia stato causa del danno. Così ha deciso il Tribunale di Varese nella recente sentenza 16 febbraio 2010, n. 16 che, nella stesura della decisione in commento, ha avuto modo di esaminare tre punti cardine, ossia la c.d. causa ignota e responsabilità del medico, la responsabilità del primario e la autonomia ontologica del danno morale (dopo le SS.UU. del 2008). Leggi il resto di questo articolo »
Responsabilità civile e risarcimento danni. Danno da contatto sociale e “sufficient relationship of proximity or neighbourhood”: parallelismi tra modello italiano e modello anglosassone.
(Articolo della dott.ssa Valentina Prudente del 10.02.10, in http://www.filodiritto.com/index.php?azione=visualizza&iddoc=1744)
Il contatto sociale qualificato si pone nel nostro ordinamento come momento fattuale, prima ancora che giuridico, in grado di instaurare una relazione contrattuale fra soggetti a prescindere dalla sussistenza di un contratto in senso stretto. Leggi il resto di questo articolo »
Responsabilità civile e risarcimento danni. Sui criteri da adottare nella quantificazione del danno.
(Tribunale Milano, sez. V civile, sentenza 09.06.2009 n° 7515)
La sentenza del Tribunale di Milano, sulle orme della pronuncia delle SS.UU. n. 26972/2008 – peraltro ripresa ancora dalla successiva sentenza delle medesime SS.UU n.3677 del 2009 – ha fatto ordine – per così dire – sui criteri da adottare per il risarcimento del danno subito da illecito altrui. Conseguentemente, l’organo di giurisdizione di merito ha indicato le voci di danno da liquidare ad un lavoratore per infortunio subito sul lavoro, avuto presente il diritto di rivalsa dell’INAIL. Leggi il resto di questo articolo »
Responsabilità civile e risarcimento danni. Responsabilità della banca girataria in peculiari ipotesi. Assegno non trasferibile incassato da persona diversa dal beneficiario.
(Corte di Cassazione – Sezione Prima Civile, Sentenza 24 ottobre 2008, n. 25725)