Diritto processuale civile. Proprietà industriale: la fine del rito societario.

giugno 19, 2007 in Diritto processuale civile da Liut & Partners

Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n.170 del 18 aprile -17 maggio, per la tutela dei “diritti della proprietà industriale ed intelettuale” (disciplinati dal T.U. D.Lgs. n. 30/05) non si potrà più usare il c.d. rito societario, ma si dovrà ritornare ad utilizzare il rito ordinario.

Con tale sentenza la Consulta ha rilevato che la disposizione che estendeva il rito societario alla tutela dei diritti della proprietà industriale (dell’art. 134, comma 1 del decreto legislativo 10/02/2005, n. 30) era costituzionalmente illegittime, per “eccesso di delega”, in quanto a parere dei Giudici costituzionali, il Legislatore delegato ha esorbitato i limiti concessi nella legge delega (L. 12/12/2002, n. 273), approvando una norma che invadeva spazi non gli erano stati assegnati.

La Consulta, nella sentenza in commento, evidenzia che nessuno dei principi e criteri direttivi contenuti nella legge delega autorizzava il Legislatore delegato disporre per la disciplina processuale delle controversie attribuite alla cognizione delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale, l’applicazione di un rito diverso dall’ordinario, caratterizzato da elementi peculiari rispetto a quest’ultimo.

Dunque, d’ora in poi niente rito societario per questo tipo di controversie, che continuano comunque a venir disciplinate dal D.Lgs. n. 168/03, istitutivo delle sezioni specializzate, il cui rito rimane caratterizzato dalla collegialità dell’organo giudicante, ma con l’utilizzo del rito ordinario.

Per giudizi in corso iniziati con rito societario, pur rimanendo comunque validi gli atti compiuti prima dell’intervenuta dichiarazione d’illegittimità costituzionale, ora si pone il problema del cambiamento del rito da quello societario a quello ordinario.

(Altalex, 7 giugno 2007. Nota di Daniele Monari)

Corte Costituzionale

Sentenza 17 maggio 2007, n. 170

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