Amministratore cessato. Per la bancarotta responsabilita’ da dimostrare.

febbraio 23, 2012 in Diritto penale, Diritto tributario da Liut & Partners

(Cass. pen., 26.01.2012, n. 3228)

Deve essere provata, attraverso l’esatta collocazione cronologica degli avvenimenti, la partecipazione dell’amministratore cessato alla bancarotta dell’azienda. Si legge così nelle motivazioni della sentenza come “l’accertamento della responsabilità del singolo preposto alla gestione per il mancato rinvenimento di cespite, non può reggersi su dati meramente presuntivi, quali la mancata giustificazione dell’ammanco in una con la carica ricoperta ‘pro tempore’, ma deve richiedere la compiuta dimostrazione degli elementi gravanti sul prevenuto, i quali a costui riconducano l’azione distrattiva o, quantomeno (per gli effetti dell’art. 40 cpv. c.p.), la conoscenza della medesima”.

(CASSAZIONE N. 3228 DEL 26 GENNAIO 2012)

In fatto

Il Tribunale di …… ha condannato (..), con sentenza del 19.1.2007, perché ritenuto colpevole di bancarotta fraudolenta impropria (quale amministratore unico sino a pochi mesi prima della sentenza di fallimento di (X) Spa, sino al 1.3.2000), in ragione della mancata giustificazione della scomparsa di tre apparecchi elettronici (mai inventariati e mai più ritrovati), di rilevante valore (circa € 400.000 complessivi), dal patrimonio di (X) Spa., fallita il 25.10.2000, da questa detenuti in forza di convenzione di locazione finanziaria, non ancora compiutamente onorata e di cui era richiesta la voltura in favore di (Y) Spa., organismo a cui era alienato ramo di azienda.

Il ricorso interposto dal (..), ripercorrendo i motivi del gravame d’appello, si duole:

- dell’erronea applicazione della legge penale, essendo lecito il contratto di cessione del ramo di azienda, negozio che non pregiudicò la consistenza patrimoniale della fallita società, senza verifica della consapevolezza dello stato di insolvenza;

- dell’erronea applicazione della legge penale, poiché manca qualsiasi cenno alle capacità impeditive disponibili al FLERI, essendo assunto come sufficiente il paradigma formale della posizione di garanzia, in un contesto industriale di grandi dimensioni, tanto che la PG. non fu in grado di rinvenire i beni;

- dell’illogicità della motivazione che si ancora al valore dei beni ed alla loro dimensione, quando essi assumevano la grandezza di una valigia, facilmente trasportabile; nel contesto della cessione di ramo di azienda che non impone il dettaglio dei singoli beni trasferiti; immotivatamente ritenendo che la scomparsa sia occorsa nel periodo di gestione del (..), quando a questi successe (dal 1.3.2000) tal dr. (..) pur definitivamente condannato dal Tribunale; illogicità della motivazione per avere trascurato la cessione del ramo di azienda a (..) e del tutto apodittico è il sospettosi un accordo tra (Y) ed (X) per la vendita degli apparecchi;

- dell’inosservanza della legge processuale con riguardo all’art. 533 c.p.p. essendo insufficiente la prova della penale responsabilità del (..), non essendo mai stato individuato il vero colpevole della distrazione.

In diritto

Il ricorso è fondato.

In tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale impropria, seppur risponde al vero che l’amministratore ha l’onere della dimostrazione dell’impiego di beni già presenti nel patrimonio societario e non più rinvenuti, e che egli ha la responsabilità dell’integrità patrimoniale dell’ente a cui è preposto, è del pari indiscutibile che, nel succedersi di più persone alla conduzione societaria, l’accertamento della responsabilità del singolo preposto alla gestione per il mancato rinvenimento di cespite, non può reggersi su dati meramente presuntivi, quali la mancata giustificazione dell’ammanco in una con la carica ricoperta ‘pro tempore’, ma deve richiedere la compiuta dimostrazione degli elementi gravanti sul prevenuto, i quali a costui riconducano l’azione distrattiva o, quantomeno (per gli effetti dell’art. 40 cpv. c.p.), la conoscenza della medesima. Infatti, è illegittima l’affermazione della responsabilità dell’amministratore fondata esclusivamente sul mancato rinvenimento – all’atto della redazione dell’inventario da parte del curatore – di dati beni di cui la società abbia avuto il possesso in epoca anteriore e prossima al fallimento, qualora sia subentrato un nuovo amministratore con estromissione del precedente dalla gestione dell’impresa, considerato che, in tal caso, la responsabilità dell’amministratore cessato può essere affermata solo a condizione che risulti dimostrata la collocazione cronologica degli atti di distrazione nel corso della sua gestione o l’esistenza di un accordo con l’amministratore subentrato per il compimento di tali atti (Cass. pen. , sez. V, 7.6.2006, Vianello, Rv. 236031).

Questa dimostrazione non è adeguatamente sviluppata dal provvedimento impugnato, osservazione tanto più pertinente in quanto altro amministratore (il (..)) è stato considerato penalmente responsabile dell’ammanco e non è stata data collocazione esatta della estromissione dal patrimonio dei cespiti oggetto materiale del reato.

Né è articolata la giustificazione della decisione quanto al profilo soggettivo, ben potendo la cessione del ramo aziendale annoverare il trasferimento degli apparecchi di cui si controverte, con conseguente spiegazione e conseguente giustificazione dell’ammanco riscontrato.

Pertanto la sentenza viene annullata per nuovo esame che deve riguardare il maggior dettaglio della posizione del (..) e delle ragioni che inducono a ritenerlo consapevole della distrazione degli apparecchi in discorso, nel succedersi di preposti alla conduzione societaria.

PQM

Annulla la sentenza impugnata con rinvio, per nuovo esame, d’Appello di …….