Lite al mare, condannato a 22 mesi ma la difesa è pronta al ricorso.

marzo 14, 2016 in Generale, News, Penale, Pubblicazioni, Rassegna stampa, Scrivono di noi da Liut & Partners

Lite al mare, condannato a 22 mesi ma la difesa è pronta al ricorso

Pordenone, nella notte tra il 13 e il 14 agosto 2015 l’uomo era stato arrestato dai carabinieri al termine di una notte  in cui aveva picchiato fidanzata, mamma e fratello

 

PORDENONE. Nella notte tra il 13 e il 14 agosto 2015 era stato arrestato, opponendo resistenza, dai carabinieri di Caorle a Duna Verde di Caorle al termine di una notte a in cui, in preda a un raptus alimentato dai fumi dell’alcol, aveva picchiato fidanzata, mamma e fratello, procurandosi, nella colluttazione con i familiari, un trauma cranico per cui era stato ricoverato d’urgenza in ospedale a Pordenone in prognosi riservata.

E’ stato processato per violenza privata aggravata, lesioni personali volontarie pluriaggravate e resistenza a pubblico ufficiale, legati dal vincolo della continuazione.

Hilz Jurgen, 39enne tedesco, alloggiava insieme ai familiari e alla fidanzata in una casa per le vacanze a Duna Verde. Urla e schianti provenienti nella notte dalla villetta avevano attirato l’attenzione di alcuni passanti. I carabinieri l’avevano trovato barricato in casa, nudo e sporco di sangue. Pur opponendo una violenta resistenza, l’uomo era stato arrestato.

La ragazza era stata ricoverata con una prognosi di 45 giorni. A Hilz era stata riscontrata una frattura cranica. Il colpo gli sarebbe stato inferto da uno dei familiari, con un remo di un canotto, nel tentativo di difendersi.

Nel giudizio direttissimo l’arresto era stato convalidato, ma su istanza del difensore, l’avvocato Gianluca Liut, il turista era stato rimesso in libertà, con rientro in Germania previsto originariamente per l’indomani.

Nel dibattimento celebratosi davanti al giudice Giorgio Cozzarini, il pm aveva chiesto la condanna a 3 anni e mezzo di reclusione. Il processo si è celebrato senza l’audizione di testimoni, avendo il difensore dell’Hilz prestato il consenso all’acquisizione degli atti di indagine.

L’avvocato Gianluca Liut, giudicando eccessiva la richiesta dell’accusa, aveva valorizzato l’ambiente familiare in cui i fatti contestati erano avvenuti, l’incensuratezza dell’imputato, il fatto che nessuna delle persone offese si fosse costituita parte civile, chiedendo l’applicazione del minimo della pena e dei benefici di legge.

Il tribunale, ritenuta la prevalenza della circostanze attenuanti generiche sulle contestate aggravanti, ha condannato l’uomo, non presente

 

in udienza, a un anno e dieci mesi di reclusione, senza la sospensione condizionale della pena.

 

L’avvocato Liut ha anticipato che si riserva di impugnare la sentenza all’esito dell’esame della motivazione, il cui deposito è previsto tra due mesi.