Mediaconciliazione: il Ministero ne esalta la funzione, i dati lo contraddicono.

marzo 5, 2012 in Diritto processuale civile da Liut & Partners

In attesa della ormai sospiratissima pronuncia della Corte Costituzionale, il Ministero continua diffondere dati sulla mediazione finalizzata alla conciliazione di cui al D.Lgs. 4 marzo 2010 n. 28.

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario erano stati diffusi numeri apparentemente rassicuranti (per il Governo), contrastanti però con le valutazioni  dei Presidenti delle Corti d’Appello che giudicavano insoddisfacenti i risultati registrati nelle proprie singoli sedi.
I dati al 28 gennaio registravano il maggior numero di procedimenti di mediazione nel settore dei diritti reali (10.383), seguiti dalla locazione (5.886), dai contratti bancari (4.757), dai contratti assicurativi (4.221), dal risarcimento danni da responsabilità medica (3.806), dalle divisioni (3.013), successioni (2.638), mentre fanalino di coda risultavano i patti di famiglia, con soli 53 procedimenti iscritti.
Onde evitare commenti  sgraditi, da parte ministeriale è iniziata la diffusione di ulteriori dati, riferiti a  320.00-330.000 procedimenti di mediazione che potrebbero riversarsi entro breve tempo sui quasi circa 750 organismi di mediazione attualmente iscritti nel relativo registro presso il Ministero, ossia quando entrerà in vigore l’obbligatorietà del tentativo anche per le controversie in materia di condominio e sinistri stradali.
In  realtà la relazione al D.Lgs. 28/ valutava la riduzione del contenzioso tramite il ricorso ai procedimenti di mediazione preventivi in termini di cifre a molti zeri.
Ad oggi  gli zeri sono molti di meno considerando che a tutto il mese di novembre sembra che siano solo 5.000 i procedimenti che si sono conclusi con un accordo tra le parti con ciò lasciando inalterati i numeri dei procedimenti civili iscritti nelle 43 sedi campione analizzate.
Insomma, aspettative per ora profondamente deluse, normativa con un costante “work in progress” e, infine, una giurisprudenza che ha iniziato a far sentire la sua voce con pronunce tese a circoscrivere il campo d’azione della normativa in esame, come nel caso dell’usucapione ove l’incertezza in materia di trascrizione del verbale di conciliazione regna sovrana.

(Fonte: http://www.anftv.it,Anftv Newsletter, marzo 2012)