Diritto marittimo. Sicurezza del mare: direttiva ministeriale 2007.

agosto 3, 2007 in Diritto marittimo da Liut & Partners

Emanate le nuove disposizioni in materia di sicurezza del mare.

Con la direttiva 25 luglio 2007 il Ministro dei Trasporti si prefigge di migliorare la sicurezza dei litorali, prevedendo in particolare norme volte a rendere più vivibile la fascia di mare compresa tra la costa ed i 1000 metri di distanza.

(Altalex, 30 luglio 2007)

MINISTERO DEI TRASPORTI, DIRETTIVA 25 luglio 2007

IL MINISTRO DEI TRASPORTI

Visto l’articolo 9, comma 2, della legge 8 luglio 2003, n. 172;

Viste le proprie precedenti direttive afferenti alla sicurezza della navigazione in prossimità della costa, la tutela delle attività di balneazione, il rispetto dell’ambiente e la necessaria azione di vigilanza e controllo;

Considerata la necessità di emanare – per la corrente stagione estiva – specifiche direttive che mirino a creare una cornice di sicurezza, nella quale si svolga la navigazione in prossimità del litorale, contemperando i diversi usi del mare;

DISPONE

1) I capi di compartimento marittimo, in forza dell’articolo 8 della legge 8 luglio 2003, n. 172, provvedono, nelle ordinanze di polizia marittima, alla disciplina dei limiti di navigazione rispetto alla costa, con particolare riferimento:

- alle zone di mare riservate in via esclusiva alla balneazione;

- ai limiti e vincoli riguardanti la navigazione da diporto, compreso la velocità inferiore a 10 nodi e, comunque con gli scafi in dislocamento; in generale i predetti limiti sono stabiliti in 500 metri dalle coste rocciose ed in 1000 metri dalle spiagge;

- all’utilizzo dei corridoi di lancio in corrispondenza delle coste a picco dove è registrata una ridotta attività di balneazione;

2) la navigazione da diporto svolta entro 1000 metri dalla costa non deve essere mai invasiva, ma rispettosa dell’ambiente e della quiete, con mirata attenzione per i limiti delle emissioni acustiche e dei gas di scarico,

3) nelle attività di vigilanza e controllo della navigazione da diporto in prossimità delle coste – volta ad assicurare i legittimi diritti e le libertà ai fruitori del mare – è anteposta la prioritaria esigenza di tutelare sempre e comunque l’incolumità dei bagnanti e dei subacquei. Si opererà con assoluta, adeguata fermezza per reprimere tutte le condotte che possono mettere in pericolo la vita umana in mare, soprattutto in presenza di comportamenti particolarmente trasgressivi idonei a generare condizioni di grave pericolo. Mirate azioni di prevenzione, che devono tradursi in una decisa azione di repressione nelle ipotesi in cui viene destato maggiore allarme sociale, sono attuate per impedire l’uso improprio di moto d’acqua, kite-surf e mezzi simili. Sono privilegiati i controlli alle unità da diporto in banchina – fermi restando i limiti propri dell’accertamento in relazione alle disposizioni del regolamento di sicurezza (DM 5 ottobre 1999, n. 478) -, operando in modo da evitare disagi ai diportisti.

4) Nella generale azione di vigilanza e controllo in linea con le migliori tecniche praticate si dispone:

- l’incremento della presenza di unità di controllo in mare nei periodi e nelle ore di maggiore affluenza di imbarcazioni e bagnanti ovvero laddove è più intenso lo svolgimento di attività ludico diportistiche;

- il rischieramento, nell’ambito della propria giurisdizione, di mezzi navali in servizio di vigilanza e controllo, in prossimità degli approdi e delle zone di maggior transito e presenza di unità da diporto.

5) Al fine di realizzare un ottimale impiego delle risorse pubbliche, evitando duplicazioni di interventi di controllo, è necessario che le diverse forze che agiscono in mare, in funzione di vigilanza cooperino per delineare un’azione sinergica per la tutela della vita umana in mare e della sicurezza della navigazione, d’intesa con codeste Autorità marittime cui la legge attribuisce competenza in materia.

In tal senso, l’azione di coordinamento è esercitata, nello spirito di massima collaborazione, attraverso incontri e tavoli tecnici per delineare il modus operandi ovvero tramite differenti forme comunicative e divulgative.

Nelle ipotesi in cui sia ritenuto opportuno, potranno essere altresì promossi incontri presso gli Uffici Territoriali di Governo per facilitare il massimo coinvolgimento delle altre Autorità preposte al controllo per le finalità prima evidenziate.

Alessandro Bianchi